Coordonnées 1580

Publié 18 novembre 2020

Recorded novembre 2020

-
-
1 549 m
1 113 m
0
3,1
6,3
12,54 km

Vu 202 fois, téléchargé 10 fois

près de San Basile, Sicilia (Italia)

Nebrodi: RNO Sambughetti e Campanito

Itinerario Anello
Partenza/Arrivo SS117 / N 37°50’50" - E 14°23'42”
Lunghezza km 12,5
Guadagno/perdita mt 721/-721
Pendenza media 10,3%/-9,43%
Elevazione min/max mt 1114/1558
Tipo di suolo strada sterrata 62%, sentiero agevole 28%, sentiero impegnativo 10% (km 3,2-3,7 7,3-7,9)
Difficoltà livello Medio

La Riserva Naturale Orientata è stata istituita al fine della conservazione e tutela di un importante relitto di faggeta e aspetti di vegetazione idrofila legati ai laghetti del Campanito.
La Riserva interessa le parti sommitali dei monti Sambughetti e Campanito, posti al confine meridionale della catena dei monti Nebrodi e ad est del complesso delle Madonie. Questo sistema montuoso condivide la natura geologica con i vicini Monti Nebrodi, difatti anche qui si possono trovare depositi di Flysh numidico formato da detriti accumulati da correnti sottomarine.
Posizione geografica ed orografia fanno di questo massiccio un vero e proprio condensatore naturale: l’aria umida che risale dal Tirreno condensa in nubi e viene scaricata al suolo sotto forma di piogge o neve sui versanti della montagna. Il versante settentrionale del monte è esposto direttamente ai forti venti umidi provenienti dal mar Tirreno, che si incuneano nella valle di Tusa portando sul massiccio quelle condizioni di umidità e di precipitazioni simili ad un clima centro europeo.
La Riserva può essere suddivisa in 4 zone diverse una dall’altra e con proprie peculiarità naturalistiche: i laghetti del monte Campanito, la faggetta del bosco della Giumenta, la sughereta del monte Coniglio ed i pascoli di monte San Martino.
L’area naturalistica di maggiore interesse è la faggeta che si estende all’interno del Bosco della Giumenta, sul versante sommitale nord del monte Sambughetti, con esemplari anche di età avanzata e di notevoli dimensioni (oltre 20 metri) testimoni di faggete molto più estese formatesi durante l’ultima glaciazione. Di fatto, è la stazione più meridionale di presenza del Faggio in Europa. Il bosco è a tratti molto fitto per la copertura delle chiome ed i raggi del sole faticano ad entrare creando così delle atmosfere in chiaro scuro molto suggestive. A causa dell’umidità i tronchi sono ricoperti da muschi e da licheni.
Dalla cima del monte Sambughetti (mt 1553), in corrispondenza del punto trigonometrico, nelle giornate limpide, si ammira un ampio panorama che va dalle isole Eolie a NE, al mare di Augusta a SE, al mare di Cefalù NW.
La geologia del terreno, caratterizzata da argille e arenarie quarzose (rocce poco permeabili), fa sì che le acque meteoriche si accumulino in vallette e depressioni, dando vita ad una grande quantità di laghetti e stagni d’alta quota. L’acqua del Sambughetti ha abbeverato per secoli gli abitanti delle vicine Nicosia e Sperlinga, mentre la sua neve, stipata dai nevaroli nelle neviere, ha contribuito ad alimentare per decenni il commercio del ghiaccio.
Il versante orientale della Riserva è una delle aree più umide dei Nebrodi, “I laghetti Campanito”, due invasi naturali di diversa grandezza che fanno da corona ad alcuni pantani e pozze stagionali. La vegetazione dei due laghetti è diversa, pur essendo vicini, per la diversa profondità delle acque, dal movimento delle stesse e dalla diversa grandezza dei bacini. Quello più grande è posto in basso, ha acque più limpide e profonde ed una vegetazione galleggiante e sommersa meno fitta. Il laghetto più piccolo si caratterizza invece per la presenza in grande quantità della lenticchia d’acqua, pianta capace di depurare l’acqua dalla sostanza organica scaricata dai bovini in pascolo che si dissetano dentro il laghetto, soprattutto in estate. In assenza di queste piante il laghetto, per le piccole dimensioni, non potrebbe sopportare l’inquinamento organico.
Tra le rocce della contrada San Martino si notano i resti di un acquedotto medievale.
Sul versante nord di monte Sambughetti c’è un enorme masso quarzarenitico magistralmente scavato per ricavare un'ampia e comoda stanza, la grotta dei nevaioli, “Nivarula” per quella gente che vivendo la montagna in pieno inverno, raccoglieva pazientemente la neve nelle “neviere”, coperta da paglia e pietre e trasformata nei mesi caldi nei preziosi blocchi di ghiaccio essenziali per le sorbetterie.
Dall’alto della cima di Rocca Campanito, raggiungibile mediante i resti di una antica scala, probabilmente di costruzione araba o bizantina, si possono vedere le neviere, formate da grandi cerchi di pietrame.
Più a valle, nella porzione ceramese della riserva, si stende una delle sugherete più alte del Mediterraneo, la “Suvarita” di monte Coniglio, qualche decina di ettari di Quercus suber, la quercia da sughero, mista al leccio ed al cerro-sughera, una quercia termofila rara da incontrare.
Il paesaggio è quello dei Nebrodi, con l’inusuale presenza di cime dalle forme svettanti, pinnacoli quarzarenitici che appaiono quasi piramidi naturali tra il verde cupo dei boschi.
Non di rado su questi monti scende una coltre di neve che, sul versante Nord, copre tutto anche per mesi, il momento forse suggestivo: il silenzio delle nevi interrotto solo dal chioccolio delle acque di disgelo che scendono verso laghi e margi e poi giù verso le vallate. Nei giorni più freddi la superficie dei laghi ghiaccia conferendo una nota nordica al paesaggio. In estate l’intera zona ai piedi delle cime del Campanito, un’ampia valle circondata da alte quinte rocciose, è rinverdita dalle chiome dei pioppi che circondano i laghi, dalle macchie dei faggi misti agli agrifogli, dalle ricchissime distese erbose che forniscono grassi pascoli per i bovini in alpeggio mentre la superficie dei laghi si ricopre di lenticchia d’acqua, dei bianchi fiori del ranuncolo acquatico e delle larghe foglie del potamogeton.
Una particolare attenzione deve essere posta nelle visite in Riserva nei mesi primaverili per la notevole e rischiosa presenza di larve di Processionaria.

L’escursione richiede una attenta programmazione, specie per le condizioni meteo che dovranno essere buone, con assenza di nebbia che pregiudicherebbe la sicurezza dell’escursione e, possibilmente, con ottima visibilità per apprezzare i paesaggi.
L’itinerario è ad anello e si sviluppa, per buona parte, su strada sterrata, il resto su sentieri bene in vista:
- km 0 partenza dall’ingresso in Riserva sulla SS117 (N 37°50’50" - E 14°23'42”)
- km 0,26 deviazione a sinistra sempre su strada sterrata
- km 1,53 bivio che rappresenta l’inizio e la fine dell’anello, che percorreremo a sinistra
- km 2,45 lago Campanito maggiore
- km 2,80 lago Campanito minore 1
- km 2,95 lago Campanito minore 2, si prosegue ritornando sullo stesso percorso
- km 3,10 deviazione a sinistra a margine lago Campanito 1 su sentiero in ripida salita
- km 4,08 dimora ipogea Nivalora
- km 4,12 deviazione a sinistra su strada sterrata
- km 5,17 Rocca Campanito
- km 5,90 si ritorna indietro fino alla deviazione a sinistra su sentiero all’interno della faggeta
- km 9,65 si abbandona il sentiero deviando a sinistra su strada sterrata
- km 10,9 chiusura anello, si prosegue a sinistra
- km 12,2 deviazione a destra verso l’ingresso della Riserva
- km 12,5 fine escursione
Stationnement

Partenza/Arrivo

SS117 / N 37°50’50" - E 14°23'42”
Carrefour

Deviazione

Deviazione 1 km 0,26 Sn Deviazione 8 km 12,2 Dx ritorno
Lac

Lago maggiore

La geologia del terreno, caratterizzata da argille e arenarie quarzose (rocce poco permeabili), fa sì che le acque meteoriche si accumulino in vallette e depressioni, dando vita ad una grande quantità di laghetti e stagni d’alta quota. L’acqua del Sambughetti ha abbeverato per secoli gli abitanti delle vicine Nicosia e Sperlinga, mentre la sua neve, stipata dai nevaroli nelle neviere, ha contribuito ad alimentare per decenni il commercio del ghiaccio. Il versante orientale della Riserva è una delle aree più umide dei Nebrodi, “I laghetti Campanito”, due invasi naturali di diversa grandezza che fanno da corona ad alcuni pantani e pozze stagionali. La vegetazione dei due laghetti è diversa, pur essendo vicini, per la diversa profondità delle acque, dal movimento delle stesse e dalla diversa grandezza dei bacini. Quello più grande è posto in basso, ha acque più limpide e profonde ed una vegetazione galleggiante e sommersa meno fitta. Il laghetto più piccolo si caratterizza invece per la presenza in grande quantità della lenticchia d’acqua, pianta capace di depurare l’acqua dalla sostanza organica scaricata dai bovini in pascolo che si dissetano dentro il laghetto, soprattutto in estate. In assenza di queste piante il laghetto, per le piccole dimensioni, non potrebbe sopportare l’inquinamento organico.
Site ornithologique

Fauna

Fauna Vipera aspis Lunga al massimo 80 cm, presenta testa più o meno distinta dal collo, con l'apice del muso leggermente rivolto all'insù, ed occhi di dimensione media con la pupilla verticale ellittica. La coda è nettamente distinta dal corpo, caratteristica tipica della vipera e che la differenzia, tra le altre cose, dagli innocui colubridi. La colorazione varia a seconda dell'individuo dal nero (raro) alle varie tonalità di marrone, rossiccio e grigio e concede la possibilità al rettile di confondersi nell'ambiente in cui vive. Anche il disegno dorsale cambia da soggetto a soggetto, con strisce a zig-zag, macchiette separate o colorazione quasi uniforme. L'aspetto generale è più tozzo che negli altri serpenti a causa delle piccole dimensioni e della coda molto corta. Il veleno viene prodotto da speciali ghiandole velenifere poste in fondo al palato e inoculato attraverso denti del veleno cavi al loro interno. Come le altre tre specie di viperidi presenti in Italia Vipera aspis è ovovivipara; nascono da 6 a 8 piccoli di 15–20 cm, che sono completi e possiedono già ghiandole velenifere. Possono raggiungere anche i vent'anni di vita. Lacerta Bilineata Il Ramarro, Lacerta bilineata, è il più grande e il più elegante tra i sauri indigeni. La lunghezza media degli adulti è compresa tra i 25 e i 32 cm.Il dimorfismo sessuale è assai pronunciato: rispetto alla femmina il maschio è infatti più robusto, ha una testa più massiccia e più larga e durante la stagione degli amori la sua gola assume un colore azzurro cobalto. La livrea dorsale dei maschi è verde smeraldo brillante, picchiettata di giallo limone e nero. Il colore delle femmine è più variabile e mimetico: alcune sono grigie con una punteggiatura nera, altre sono verdi come i maschi. Morimus asper - Pisa cantàro Il grande entomologo palermitano Enrico Ragusa riferisce nel 1924 come questo appariscente Cerambicide fosse ben conosciuto dai pastori del massiccio delle Madonie che lo chiamavano «Pisa cantàro» cioè letteralmente: pesa il cantàro (antica misura di peso, variabile dai 50 agli 80 kg). Questo strano nome nasceva dal fatto che quando i pastori incontravano il robusto Cerambicide, lo prendevano per le antenne e lo sollevavano in aria: l'insetto dimostrava ogni volta una forza straordinaria, tenendo afferrata saldamente fra le zampe la pietra o il ciottolo sul quale si trovava al momento della cattura: da qui il nomignolo pesa, cioè riesce a sostenere un peso, enorme (il cantàro, appunto). Processionaria La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un lepidottero appartenente alla famiglia Notodontidae, diffuso in Eurasia e Nordafrica. Si tratta di un insetto altamente distruttivo per le pinete poiché le priva di parte del fogliame, compromettendone così il ciclo vitale. Inoltre, durante lo stadio larvale tale insetto presenta una peluria che risulta particolarmente urticante per vari animali, compreso l'uomo, e i suoi effetti si manifestano dopo un giorno. Da giovane si presenta come una larva da 1 cm fino a 3 cm e mezzo dotata di numerosi peli irritanti per l'uomo e per gli animali che usa come tecnica di difesa. I gruppi di larve di processionaria si spostano quasi sempre in fila indiana formando una sorta di "processione" (da cui il nome) e si compattano quando raggiungono il loro nido bianco di seta.
Lac

Lago minore 1

La geologia del terreno, caratterizzata da argille e arenarie quarzose (rocce poco permeabili), fa sì che le acque meteoriche si accumulino in vallette e depressioni, dando vita ad una grande quantità di laghetti e stagni d’alta quota. L’acqua del Sambughetti ha abbeverato per secoli gli abitanti delle vicine Nicosia e Sperlinga, mentre la sua neve, stipata dai nevaroli nelle neviere, ha contribuito ad alimentare per decenni il commercio del ghiaccio. Il versante orientale della Riserva è una delle aree più umide dei Nebrodi, “I laghetti Campanito”, due invasi naturali di diversa grandezza che fanno da corona ad alcuni pantani e pozze stagionali. La vegetazione dei due laghetti è diversa, pur essendo vicini, per la diversa profondità delle acque, dal movimento delle stesse e dalla diversa grandezza dei bacini. Quello più grande è posto in basso, ha acque più limpide e profonde ed una vegetazione galleggiante e sommersa meno fitta. Il laghetto più piccolo si caratterizza invece per la presenza in grande quantità della lenticchia d’acqua, pianta capace di depurare l’acqua dalla sostanza organica scaricata dai bovini in pascolo che si dissetano dentro il laghetto, soprattutto in estate. In assenza di queste piante il laghetto, per le piccole dimensioni, non potrebbe sopportare l’inquinamento organico.
Lac

Lago minore 2

La geologia del terreno, caratterizzata da argille e arenarie quarzose (rocce poco permeabili), fa sì che le acque meteoriche si accumulino in vallette e depressioni, dando vita ad una grande quantità di laghetti e stagni d’alta quota. L’acqua del Sambughetti ha abbeverato per secoli gli abitanti delle vicine Nicosia e Sperlinga, mentre la sua neve, stipata dai nevaroli nelle neviere, ha contribuito ad alimentare per decenni il commercio del ghiaccio. Il versante orientale della Riserva è una delle aree più umide dei Nebrodi, “I laghetti Campanito”, due invasi naturali di diversa grandezza che fanno da corona ad alcuni pantani e pozze stagionali. La vegetazione dei due laghetti è diversa, pur essendo vicini, per la diversa profondità delle acque, dal movimento delle stesse e dalla diversa grandezza dei bacini. Quello più grande è posto in basso, ha acque più limpide e profonde ed una vegetazione galleggiante e sommersa meno fitta. Il laghetto più piccolo si caratterizza invece per la presenza in grande quantità della lenticchia d’acqua, pianta capace di depurare l’acqua dalla sostanza organica scaricata dai bovini in pascolo che si dissetano dentro il laghetto, soprattutto in estate. In assenza di queste piante il laghetto, per le piccole dimensioni, non potrebbe sopportare l’inquinamento organico.
Carrefour

Deviazione

Deviazione 5 km 5,8 su sentiero, ritorno da monte Campanito
Monument

Grotta di Nivalora

Sul versante nord di monte Sambughetti c’è un enorme masso quarzarenitico magistralmente scavato per ricavare un'ampia e comoda stanza, la grotta dei nevaioli, “Nivarula” per quella gente che vivendo la montagna in pieno inverno, raccoglieva pazientemente la neve nelle “neviere”, coperta da paglia e pietre e trasformata nei mesi caldi nei preziosissimi blocchi di ghiaccio essenziali per le sorbetterie. Dall’alto della cima di Rocca Campanito, raggiungibile mediante i resti di una antica scala, probabilmente di costruzione araba o bizantina, si possono vedere le neviere, formate da grandi cerchi di pietrame.
Carrefour

Deviazione

Deviazione 4 Sn su strada forestale
Sommet

Monte Campanito

mt 1512
Sommet

Rocca Campanito

Sul versante nord di monte Sambughetti c’è un enorme masso quarzarenitico magistralmente scavato per ricavare un'ampia e comoda stanza, la grotta dei nevaioli, “Nivarula” per quella gente che vivendo la montagna in pieno inverno, raccoglieva pazientemente la neve nelle “neviere”, coperta da paglia e pietre e trasformata nei mesi caldi nei preziosissimi blocchi di ghiaccio essenziali per le sorbetterie. Dall’alto della cima di Rocca Campanito, raggiungibile mediante i resti di una antica scala, probabilmente di costruzione araba o bizantina, si possono vedere le neviere, formate da grandi cerchi di pietrame.
Carrefour

Deviazione

Deviazione 3 km 3,1 su sentiero
Sommet

Monte Sambughetti

Dalla cima del monte Sambughetti (mt 1553), in corrispondenza del punto trigonometrico, nelle giornate limpide, si ammira un ampio panorama che va dalle isole Eolie a NE, al mare di Augusta a SE, al mare di Cefalù NW.
Arbre

Relitto di Faggeta

L’area naturalistica di maggiore interesse è la faggeta che si estende all’interno del Bosco della Giumenta, sul versante sommitale nord del monte Sambughetti, con esemplari anche di età avanzata e di notevoli dimensioni (oltre 20 metri) testimoni di faggete molto più estese formatesi durante l’ultima glaciazione. Di fatto, è la stazione più meridionale di presenza del Faggio in Europa. Il bosco è a tratti molto fitto per la copertura delle chiome ed i raggi del sole faticano ad entrare creando così delle atmosfere in chiaro scuro molto suggestive. A causa dell’umidità i tronchi sono ricoperti da muschi e da licheni.
Sommet

Monte Trippatore

Arbre

Bosco della Giumenta

Carrefour

Deviazione

Deviazione 6 km 9,6 Sn su strada sterrata
Carrefour

Deviazione

Deviazione 2 km 1,53 Sn andata Deviazione 7 km 10,9 Sn ritorno

Commentaires

    You can or this trail