-
-
1 009 m
4 m
0
18
37
73,61 km

Vu 2513 fois, téléchargé 19 fois

près de Castel di Tusa, Sicilia (Italia)

Questo singolare progetto, una sorta di museo di scultura contemporanea all'aperto, rappresenta contemporaneamente la valorizzazione di una zona naturale attraverso la simbiosi di arte e natura, e la possibilità di scoprire ed assaporare alcuni luoghi nascosti e poco conosciuti. Un itinerario che si svolge in parte lungo la costa, ma soprattutto nell'entroterra, attraverso le foreste ai confini tra i Nebrodi e le Madonie. Un progetto ha visto e vede impegnati artisti contemporanei sia italiani che stranieri.
Si può partire da Santo Stefano di Camastra, e seguire il litorale. Sulla destra, sulla spiaggia appare la prima di queste gigantesche opere: il Monumento ad un poeta morto (Tano Festa), una sorta di finestra sul mare e sull'infinito, blu come i due elementi (mare e cielo) che la circondano.
Poco dopo, un piccolo ponte segna il passaggio del fiume Tusa. Lì, nel mezzo del letto quasi sempre asciutto, la seconda opera: La materia poteva non esserci (Pietro Consagra), una sorta di linea complessa che si sviluppa su due piani, uno bianco ed uno nero,
Seguire il corso del fiume, lungo la strada che si diparte appena prima del ponte, in direzione Pettineo. Ci si inoltra nei Nebrodi, lungo un percorso in salita che offre belle viste. Scompare la presenza dell'uomo e ci si immerge nella natura. Lungo i lati della strada incombono le figure contorte degli ulivi, come anime sofferenti ed imprigionate, poi il paesaggio si fa color del sole grazie ai cespugli di ginestra. Superato Pettineo, abbarbicato sulla cima di una collinetta, appare una curva gettata alle spalle del vento (Paolo Schiavocampo), immersa nel silenzio.
Si giunge in vista di Castel di Lucio ed un cartello sulla sinistra indica Arianna (Italo Lanfredini) che sorge isolata su un colle (ad una curva a gomito che piega a sinistra, continuare diritto), un labirinto di pietra spazzato dal vento e circondato dai monti che offrono un bel panorama.
Di ritorno sulla strada principale si continua lungo la strada serpeggiante
verso Mistretta, fino a giungere in vista di una delle ultime creazioni, il Muro di ceramica, opera di quaranta artisti.
Oltre Mistretta, voltare in direzione di Motta d'Affermo dove l'onda blu di Energia mediterranea (Antonio Di Palma) domina il paesaggio.
Un'altra opera: la Stanza di barca d'oro (Hidetoshi Nagasawa) racchiusa in una grotta sul letto del fiume Romei (nei pressi di Mistretta). Le pareti della roccia coperte di lamiera, a perdere l'orientamento, e un albero in marmo rosa conficcato nel suolo, sul quale si costruisce poi il perimetro di una barca rovesciata, in foglia d'oro. Ma è un'opera concepita per non essere vista, per trovare la sua ragione di esistere nella sua pura esistenza. E come tale si consiglia di non vederla, di soffermarsi solo ad immaginarla.
La Piramide sorge su una leggera altura nel territorio di Motta d’Affermo: il paesaggio si impone per la sua bellezza: sullo sfondo il mare e le isole Eolie, in basso sulla costa gli scavi archeologici dell’antica città di Halaesa.
La Piramide è la decima opera del Parco e per il suo battesimo ufficiale l’artista e l’ideatore hanno scelto la data del 21 marzo 2010. Nel giorno dell’equinozio di primavera, ( da equum nocti – uguale alla notte) , stagione che ci invita al risveglio e alla rinascita, le ore di luce e di buio sono le stesse, metafora del delicato equilibrio di forze opposte e contrarie. E’ un giorno che evoca la magia di un nuovo inizio, di un tempo sacro
Un tempio laico che ci ammonisce ad elevarci dalla mediocrità, una Piramide su un’altura avvolta nel silenzio del tramonto che ci invita a meditare sul nostro destino di uomini, in lotta tra l’immanenza e la trascendenza, in quel conflitto perenne tra materia e spiritualità. Un inno all’equilibrio e all’integrazione tra luce e buio, maschile e femminile, in una società che ha smarrito il senso della Bellezza e dell’armonia. Si chiama “38 Parallelo”: è la nuova imponente scultura realizzata da Mauro Staccioli per “Fiumara d’arte”, il parco artistico “land art” ideato in 25 anni dal mecenate Antonio Presti, lungo i greti dei torrenti alle pendici dei Nebrodi in Sicilia. La Piramide è la neonata opera di casa “Fiumara d’arte”, primo museo siciliano a cielo aperto, lungo le “Sciumare” (come vengono chiamati qui i torrenti)
Si torna al mare, verso Castel di Tusa, all'albergo Atelier sul mare, ove Antonio Presti ideatore e promotore della Fiumara, ha messo a disposizione degli artisti alcune stanze che sono state trasformate in opere d'arte.

Commentaires

    You can or this trail